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Alluvione Piemonte 2000 | Incendio Duomo Torino 1997

L'Alluvione del 2000

L'ottobre scorso il Piemonte e la Valle d'Aosta sono stati colpiti da una grave emergenza, l'evento alluvionale ricordato come uno dei più consistenti del secolo, che ha messo a dura prova il sistema di Protezione Civile locale nel suo complesso. Nonostante lo sviluppo rapidissimo degli eventi, con peggioramenti crescenti in misura tale da produrre conseguenze devastanti in un breve arco temporale, l'apparato dei soccorsi non è stato colto di sorpresa, né impreparato.

Il Comando Provinciale VV.F. di Torino ha disposto, fin dalle prime ore del 14/10/2000 attraverso la S.O.P., il monitoraggio continuo nei punti sensibili degli affluenti di sinistra del Po, il Pellice, il Chisone, il Sangone, la Dora Riparia, la Stura, l'Orco e la Dora Baltea, attivando i distaccamenti volontari competenti territorialmente. I dati reali del monitoraggio, associati alle informazioni previsionali del Servizio Meteo Regionale, consentivano al Funzionario Coordinatore della S.O.P. di inquadrare con chiarezza una situazione evolutiva pericolosa, pressoché generalizzata sul territorio provinciale a cominciare dalla zona nord (Dora Baltea-Ivrea), confermata dalle notizie provenienti dalla Svizzera e dal Verbano-Cusio-Ossola, dove si erano già verificate estese esondazioni. L'evoluzione degli eventi, infatti, faceva temere incalzanti peggioramenti nelle ore successive, a danno di insediamenti abitati suscettibili di rimanere isolati per via terrestre, specialmente nella Valle dell'Orco, e di essere quindi raggiungibili esclusivamente con l'elicottero per ricevere soccorso.

Si è disposta, quindi, la costituzione della base elicotteri, affidandone il coordinamento al Nucleo Elicotteri del Comando Prov. le VV.F. ed attivando gli enti dotati di elicotteri idonei, che hanno risposto con disponibilità incondizionata: Polizia di Stato, Carabinieri, Marina Militare, Esercito, Regione Piemonte, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, oltre, ovviamente, al Nucleo Elicotteri VV.F. Il Comando ha attivato, quindi, il caponucleo elicotteri VV.F. per l'adozione dei necessari provvedimenti operativi nonché l'Ispettorato Regionale per la convergenza di tutto il personale aerosoccoritore disponibile ad Ivrea, presso il locale distaccamento VV.F., dove nella mattinata del 15 ottobre si è costituita la base denominata "Victor", coordinata dal caponucleo VV.F. con un numero di elicotteri che, a regime, ha superato le 20 unità, dando un impulso determinante alle operazioni di salvataggio, che erano iniziate nelle ore pomeridiane del giorno precedente con i soli elicotteri VV.F. del Nucleo di Caselle Torinese. Gli elicotteri VV.F. hanno effettuato 350 salvataggi di persone, di cui alcune decine in condizioni fisiche stremate ed in pericolo di vita mentre centinaia sono state le missioni aeree necessarie all'approvvigionamento ed alla soluzioni di svariate problematiche legate all'assistenza logistica e sanitaria delle popolazioni.

Le squadre di soccorso terrestri hanno avuto un ruolo fondamentale. Diversi equipaggi hanno condiviso i rischi dei cittadini in pericolo, non esitando a rimanere in condizioni di isolamento in scenari molto precari e per tempi prolungati, pur di assicurare l'assistenza necessaria alla sopravvivenza in attesa dell'arrivo degli elicotteri in servizio di spola. Determinante è stato pure l'apporto dei contingenti VV.F. di Colonna Mobila affluiti con tempestività fin dalle prime ore pomeridiane del 15 ottobre, coinvolgendo in rapida successione 21 Comandi Provinciali delle Regioni Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Marche, Umbria, Toscana, Abruzzo e Lazio, con un apporto di 200 uomini, che hanno integrato le forze in campo del Comando di Torino (300 unità permanenti e 300 volontari).

Il coordinamento delle forze impiegate è risultato, nell'ambito del C.C.S.P. (Centro Coordinamento dei Soccorsi Provinciale) istituito presso la Prefettura di Torino, pronto ed efficace in tutte le fasi dell'emergenza, fin da quelle iniziali. L'organizzazione tecnico-operativa disposta dal Comando è stata attuata con prontezza e senza soluzione di continuità dalle figure responsabili chiamate a compiti eccezionalmente impegnativi, con particolare riguardo ai funzionari ed al personale caporeparto inseriti nella catena di comando del dispositivo organizzativo, incentrato sulle strutture di riferimento costituite dalla S.O.P. e dai CCVF (Centri di Coordinamento Vigili del Fuoco), questi ultimi dislocati sul territorio provinciale, affiancati ai COM. Il flusso informativo assicurato dai responsabili ha consentito l'aggiornamento costante del quadro operativo sul territorio provinciale propiziando le valutazioni comparative complete per la determinazione delle azioni prioritarie da svolgersi, secondo le indicazioni dirette che emergevano nelle apposite riunioni quotidiane con i responsabili dei CCVF. Tale organizzazione ha consentito di attribuire ai singoli CCVF le forze di uomini e mezzi correlate alle necessità emergenti dal territorio, rendendo possibile l'utilizzo ottimale delle risorse disponibili, senza disuniformità, ritardi o sovrapposizioni.

Il bilancio complessivo degli interventi effettuati dal Comando Provinciale VV.F. di Torino in occasione dell'emergenza alluvionale 2000 fornisce i seguenti dati, distinti in funzione della tipologia:

  • 42 servizi ricognitivi di monitoraggio dei corsi d'acqua
  • 44 sgomberi cautelativi di fabbricati con l'evacuazione di 3600 persone
  • 304 interventi per salvataggio di persone in difficoltà
  • 255 rifornimenti idrici alla popolazione
  • 636 interventi per prosciugamento di locali invasi da acqua e fango
  • 414 servizi di assistenza alla popolazione
  • 11 ricerche di persone disperse
  • 244 verifiche tecniche per dissesti statici
  • 136 missioni degli elicotteri della base "Victor" con salvataggi di 350 persone

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