L'Alluvione
del 2000
L'ottobre scorso il Piemonte e la Valle d'Aosta sono stati colpiti
da una grave emergenza, l'evento alluvionale ricordato come uno
dei più consistenti del secolo, che ha messo a dura prova il sistema
di Protezione Civile locale nel suo complesso. Nonostante lo sviluppo
rapidissimo degli eventi, con peggioramenti crescenti in misura
tale da produrre conseguenze devastanti in un breve arco temporale,
l'apparato dei soccorsi non è stato colto di sorpresa, né impreparato.
Il Comando Provinciale VV.F. di Torino ha disposto, fin dalle
prime ore del 14/10/2000 attraverso la S.O.P., il monitoraggio
continuo nei punti sensibili degli affluenti di sinistra del Po,
il Pellice, il Chisone, il Sangone, la Dora Riparia, la Stura,
l'Orco e la Dora Baltea, attivando i distaccamenti volontari competenti
territorialmente. I dati reali del monitoraggio, associati alle
informazioni previsionali del Servizio Meteo Regionale, consentivano
al Funzionario Coordinatore della S.O.P. di inquadrare con chiarezza
una situazione evolutiva pericolosa, pressoché generalizzata sul
territorio provinciale a cominciare dalla zona nord (Dora Baltea-Ivrea),
confermata dalle notizie provenienti dalla Svizzera e dal Verbano-Cusio-Ossola,
dove si erano già verificate estese esondazioni. L'evoluzione
degli eventi, infatti, faceva temere incalzanti peggioramenti
nelle ore successive, a danno di insediamenti abitati suscettibili
di rimanere isolati per via terrestre, specialmente nella Valle
dell'Orco, e di essere quindi raggiungibili esclusivamente con
l'elicottero per ricevere soccorso.
Si è disposta, quindi, la costituzione della base elicotteri,
affidandone il coordinamento al Nucleo Elicotteri del Comando
Prov. le VV.F. ed attivando gli enti dotati di elicotteri idonei,
che hanno risposto con disponibilità incondizionata: Polizia di
Stato, Carabinieri, Marina Militare, Esercito, Regione Piemonte,
Guardia di Finanza, Corpo Forestale, oltre, ovviamente, al Nucleo
Elicotteri VV.F. Il Comando ha attivato, quindi, il caponucleo
elicotteri VV.F. per l'adozione dei necessari provvedimenti operativi
nonché l'Ispettorato Regionale per la convergenza di tutto il
personale aerosoccoritore disponibile ad Ivrea, presso il locale
distaccamento VV.F., dove nella mattinata del 15 ottobre si è
costituita la base denominata "Victor", coordinata dal caponucleo
VV.F. con un numero di elicotteri che, a regime, ha superato le
20 unità, dando un impulso determinante alle operazioni di salvataggio,
che erano iniziate nelle ore pomeridiane del giorno precedente
con i soli elicotteri VV.F. del Nucleo di Caselle Torinese. Gli
elicotteri VV.F. hanno effettuato 350 salvataggi di persone, di
cui alcune decine in condizioni fisiche stremate ed in pericolo
di vita mentre centinaia sono state le missioni aeree necessarie
all'approvvigionamento ed alla soluzioni di svariate problematiche
legate all'assistenza logistica e sanitaria delle popolazioni.
Le squadre di soccorso terrestri hanno avuto un ruolo fondamentale.
Diversi equipaggi hanno condiviso i rischi dei cittadini in pericolo,
non esitando a rimanere in condizioni di isolamento in scenari
molto precari e per tempi prolungati, pur di assicurare l'assistenza
necessaria alla sopravvivenza in attesa dell'arrivo degli elicotteri
in servizio di spola. Determinante è stato pure l'apporto dei
contingenti VV.F. di Colonna Mobila affluiti con tempestività
fin dalle prime ore pomeridiane del 15 ottobre, coinvolgendo in
rapida successione 21 Comandi Provinciali delle Regioni Piemonte,
Lombardia, Liguria, Emilia, Marche, Umbria, Toscana, Abruzzo e
Lazio, con un apporto di 200 uomini, che hanno integrato le forze
in campo del Comando di Torino (300 unità permanenti e 300 volontari).
Il coordinamento delle forze impiegate è risultato, nell'ambito
del C.C.S.P. (Centro Coordinamento dei Soccorsi Provinciale) istituito
presso la Prefettura di Torino, pronto ed efficace in tutte le
fasi dell'emergenza, fin da quelle iniziali. L'organizzazione
tecnico-operativa disposta dal Comando è stata attuata con prontezza
e senza soluzione di continuità dalle figure responsabili chiamate
a compiti eccezionalmente impegnativi, con particolare riguardo
ai funzionari ed al personale caporeparto inseriti nella catena
di comando del dispositivo organizzativo, incentrato sulle strutture
di riferimento costituite dalla S.O.P. e dai CCVF (Centri di Coordinamento
Vigili del Fuoco), questi ultimi dislocati sul territorio provinciale,
affiancati ai COM. Il flusso informativo assicurato dai responsabili
ha consentito l'aggiornamento costante del quadro operativo sul
territorio provinciale propiziando le valutazioni comparative
complete per la determinazione delle azioni prioritarie da svolgersi,
secondo le indicazioni dirette che emergevano nelle apposite riunioni
quotidiane con i responsabili dei CCVF. Tale organizzazione ha
consentito di attribuire ai singoli CCVF le forze di uomini e
mezzi correlate alle necessità emergenti dal territorio, rendendo
possibile l'utilizzo ottimale delle risorse disponibili, senza
disuniformità, ritardi o sovrapposizioni.
Il bilancio complessivo degli interventi effettuati dal Comando
Provinciale VV.F. di Torino in occasione dell'emergenza alluvionale
2000 fornisce i seguenti dati, distinti in funzione della tipologia: