Mostra storica
“Storie di uomini –
Storie di macchine”
(Apertura 3 – 12 dicembre
2006)
Spazio Espositivo
Salaprove
Via
Quittengo, 35/A – Torino
Il 22 ottobre 1824 il re
Carlo Felice approvò il Piano di Organizzazione della Compagnia Operaj
Guardie a Fuoco per la Città di Torino, riassumendo le esperienze ed il
sapere maturato da tutte le precedenti organizzazione di protezione della
popolazione dagli incendi.
Da quel giorno molto è
cambiato, ma non lo spirito che muove ogni singolo vigile del fuoco nel suo
lavoro.
Mai è venuto meno il
rapporto di fiducia che li lega alla gente, alimentato anche da
numerosissimi atti di generoso altruismo di molti pompieri che sovente hanno
pagato, anche con la vita, una scelta di civile coraggio.
Una mostra storica dal titolo
“Storie di uomini –
Storie di macchine”, curata dall’Associazione Per la Storia dei Vigili
del Fuco e dall'Archivio Storico, ospitata nello spazio espositivo
Salaprove,
oggi vuole ricordare questi uomini e il legame profondo ed indissolubile con
la comunità.
Un percorso storico illustrato da diversi pannelli didattici
mostrano l’emozionante e pittoresca storia negli ultimi cinquecento anni di
un’istituzione alla quale in ogni tempo e in ogni luogo è andata la simpatia
della gente.
Cinque secoli possono sembrare un lungo tempo, ma sono invece
un periodo limitato se si considera che i primi tentativi dell’uomo di
organizzare la difesa dal fuoco sono antichi quanto la sua storia.
La mostra, che contiene
inoltre diverse attrezzature pompieristiche, cimeli e numeroso materiale
fotografico e documentale in originale, con antichi e preziosi documenti,
parte dal lontano 1442, quando una città, Torino, al pari di molte altre
diede vita ad una prima forma di organismo preposto alla vigilanza del
territorio cittadino e all’intervento in caso di pericolo da incendi.
Sarà inoltre possibile visionare un raro e prezioso compendio
pompieristico manoscritto del 1880, dal titolo
«Compendio di Regolamenti
ed Istruzioni Pompieristiche ad uso della
Compagnia Pompieri di
Torino»,
corredato di numerose fotografie e immagini d’epoca.
Il compendio è stato per
diversi anni, uno strumento prezioso da cui intere generazioni di pompieri
hanno potuto acquisire la conoscenza delle nozioni indispensabili per il
loro bagaglio professionale, necessario soprattutto per l’azione sul campo.
Non solo norme
disciplinari ed informazioni tecniche, ma anche nozioni di pronto soccorso e
rianimazione applicate, ad esempio, su persone annegate, avvelenate da gas
venefici o ustionate.
Rimedi spesso dettati da
una conoscenza empirica della materia, ma che indubbiamente potevano avere
una certa efficacia lenitiva. Agli «asfissiati dal gaz acido carbonico»,
venivano applicati «sui polpacci del malcapitato, dei pezzi di tela della
grandezza della palma della mano imbevuti in ammoniaca».
Per i casi più gravi
addirittura «si solletica la gola con le barbe di una penna, con un
pennello o altro oggetto analogo, Dopo qualche istante se nulla si ottiene,
si può da bocca a bocca insuflare gradatamente dell’aria nei polmoni
dell’annegato».
E’ straordinario leggere
che già alla fine del 1800 era praticata la rianimazione “bocca a bocca”,
tecnica che si riteneva portata dalle truppe americane durante la Seconda
Guerra Mondiale.
Scopriamo ancora pagine su
pagine di importanti quanto preziose descrizioni, modalità d’uso, norme e
indicazioni sulla conduzione meccanica di tutte le attrezzature
pompieristiche come le scale girevoli, le pompe a mano e il meglio della
tecnologia del periodo: le pompe a vapore e gli apparecchi «antifumistici»,
preziose macchine per la respirazione in ambienti saturi di fumo e sostanze
nocive.
Un documentario relativo al testo, realizzato dal giovane
fotografo e regista Riccardo Sforza, ne illustra i contenuti.