SEMINARIO
Storie di Uomini - Storie di Macchine
Torino
Sala Conferenze Comando Provinciale
1 aprile 2006

Il Comando
Provinciale dei Vigili del Fuoco, alla presenza del Capo
Dipartimento del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, Prefetto
Mario Morcone, sabato 1 aprile, ha organizzato un seminario
che ha ripercorso i momenti più importanti e
caratterizzanti della storia dei Vigili del Fuoco di Torino.
Il seminario
dal titolo “Storie di uomini – Storie di Macchine”, ha avuto come
relatori il Comandante Provinciale dr. ing. Cosimo Pulito, il
Direttore Regionale dr. ing. Michele Ferraro, il prof. Vittorio
Marchis Docente di Meccanica del Politecnico di Torino, il dr.
Cesare Bosio Reporter de La Stampa e il CR Michele Sforza.
Al termine l’Orchestra Storica a Fiati “Antica
Musica del Corpo Pompieri di Torino 1882” ha eseguito un breve
concerto di saluto.
La storia
del servizio antincendi a Torino è testimoniata da una ricca
raccolta di materiali d’archivio, custoditi presso l’Archivio
Storico del Comando di Torino e presso l’Archivio Storico del
Comune di Torino, che compongono un notevole corpus di documenti,
immagini, attrezzature e automezzi, testimoni silenti di uno dei
più antichi e nobili servizi resi alla collettività, in uno spazio
temporale di circa sei secoli, una parte non irrilevante della
storia cittadina e nazionale.
Attraverso
le attestazioni dell’età medievale che impongono agli abitanti
della città, regole comportamentali spesso disattese con
conseguente pericolosità degli stessi abitanti, si evince come la
città del periodo, abbia scarse difese antincendi, nella quale il
rischio e la casualità sono connaturati, come del resto ovunque in
quegli stessi secoli – a Firenze, a Venezia, a Parigi – alla
struttura urbana, all’infittirsi delle case, alla promiscuità
delle attività umane e alle destinazioni d’uso degli edifici e
degli spazi.
L’urgenza di
limitare i danni talora prodotti dalla fatalità, ma più spesso
dall’insipienza o dalla distrazione degli uomini, suggerisce le
prime forme di soccorso organizzato, nonché l’invenzione di
rudimentali strumenti che, perfezionati nel corso di secoli,
consentano di vincere il fuoco e circoscrivere i danni.
Con
particolare attenzione a modelli strutturali precoci come la
quattrocentesca Guardia del Fuoco fiorentina, Torino si organizza
via via, individuando uomini e mezzi, o meglio professionalità e
strumenti in qualche modo idonei a circoscrivere i danni del
fuoco, nonché norme di comportamento per i cittadini.
Un vero e
proprio Corpo delle Guardie del Fuoco tuttavia nasce nella
capitale sabauda nel 1786. Il regolamento che accompagna
l’istituzione del Corpo costituisce una sorta di pietra miliare
nella storia del servizio antincendi.
Un’altra si
aggiunge nel 1824, allorché il sovrano Carlo felice approva il
piano di organizzazione della “Compagnia Operaj Guardie a Fuoco.
A questi,
fondamentali, seguono via via altri provvedimenti, mirati ad
incrementare gli organici, a migliorare la dotazione della
Compagnia, a innovare strumenti e sistemi operativi, mediante lo
studio e l’adozione tempestiva di supporti tecnologici sempre più
efficaci.
Dalla prima
metà dell’800 è un crescendo di attività tese al miglioramento del
servizio che porta nel giro di pochi decenni il Corpo dei Pompieri
di Torino ad essere uno dei più importanti corpi pompieri italiani
Il 1824
rappresentò per la Città un importante traguardo, perché
finalmente ebbe, dopo secoli di tentativi non sempre adeguati, un
organismo funzionale.
Un punto di
partenza importante perché da allora i pompieri - amano ancora
farsi chiamare affettuosamente così - non hanno mai smesso di
crescere ed essere al passo con l’evoluzione della società, a
volte precursori del processo di modernizzazione.
Da quel
giorno molto è cambiato, ma non lo spirito che muove nel proprio
lavoro ogni singolo vigile del fuoco.
La stima e
la fiducia che la gente ripone in loro si perde nella storia.
Questa
condizione nasce proprio da quella fatidica data, il 1824 appunto,
perché proprio da allora i pompieri finirono di essere
un’organizzazione approssimativa e divennero più tecnici e
professionali.
Questo
rapporto non è mai venuto meno, alimentato anche da numerosi atti
di generoso altruismo di molti pompieri torinesi, professionali e
volontari, che sovente hanno anche pagato con la vita, una scelta
di civile coraggio.
I Vigili del
Fuoco sono sempre presenti nel portare la propria opera a difesa
della collettività, anche a costo, ancora oggi, della propria
incolumità.
In anni
recenti Bartolomeo Califano e Paolo Sette sono scomparsi
nell’adempimento del proprio dovere.
Oggi
vogliamo ricordare
questi
uomini e il legame profondo ed indissolubile che lega tutti i
vigili del fuoco con la comunità.