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La Compagnia Operaj Guardie a Fuoco
della Città di Torino
(2° parte)
Tutte le stazioni
furono dotate di una scala aerea costruita e brevettata
dall’artigiano Paolo Porta. Questo nuovo tipo di scala a sfilo
fu la prima nel mondo, e Torino venne così a disporre dal 1863,
prima di altri corpi pompieristici, di un attrezzo di estrema
importanza che determinava un nuovo modo di operare in caso di
incendio negli alloggi ai piani alti delle case.
Venne acquistato
anche il primo apparecchio per ambienti irrespirabili, sostituito
poi nel 1890 da uno più moderno inventato dal Cav. Luigi Spezia,
comandante dei pompieri di quel periodo.
Nel 1863 dopo soli
sei anni di attività, anche il teatro Alfieri venne distrutto da un
incendio.
Il continuo
sviluppo della città e la continua crescita industriale, imposero al
Consiglio Comunale sempre maggiori sforzi per adeguare i pompieri
all’evolversi della società.
Purtroppo
continuavano i tragici incendi con perdite di vite umane anche tra i
pompieri.
Durante l’opera di
spegnimento di un violento incendio scoppiato nel sotterraneo di una
drogheria di via Milano 14, il mattino del 28 Ottobre del 1875, il
pompiere caporale Giovanni Salza, travolto dal crollo della volta
perdette la vita. Altri sedici pompieri rimasero feriti.
Un’altra pagina
meno drammatica è data dall’atto compiuto dal caporale Giuseppe
Robino. Il 27 Gennaio del 1880 con altri tre suoi compagni, riuscì a
salvare da un alloggio in fiamme in via Roma due donne, un bambino e
un anziano signore. L’ammirazione per il gesto compiuto fu così
sentito dalla popolazione, che il De Amicis, sull’onda dell’emozione
collettiva, si ispirò ad esso per scrivere una delle pagine più
belle del suo libro Cuore.
A seguito
dell’invenzione del telefono, avvenuta nel 1857 ad opera del
fiorentino Antonio Meucci, che per primo riuscì a trasmettere suoni
e voci tramite il suo telegrafo parlante, le ormai obsolete linee
telegrafiche nel 1882 vennero sostituite con le più moderne linee
telefoniche, che permisero di abbreviare i tempi di collegamento tra
le varie stazioni di servizio dei pompieri.
Anche l’utenza
otto anni dopo poté disporre di apparecchi telefonici di pubblico
utilizzo per la chiamata urgente dei pompieri. Prima di allora
bisognava purtroppo recarsi di persona presso la più vicina
stazione. I 40 apparecchi telefonici, tanti erano nella fase
iniziale, vennero collocati in cassette di ghisa caratterizzate dal
colore rosso e dalla illuminazione notturna, e poste a distanza di
200 metri l’una dall’altra.
Il 1883 è un’altra
data storica per l’inaugurazione della Caserma delle Fontane di
Santa Barbara. Ubicata nell’antica strada di S. Barbara - poi
Corso Regina Margherita- fu per cento anni la Sede Centrale.
Nello
stesso anno venne acquistata la prima potente pompa a vapore
“THIRION”, montata su di un carro a quattro ruote, con sospensioni a
molla e trainabile da una pariglia di cavalli. Capace di una forza
di 40 cavalli-vapore, era in grado di erogare circa 2000 litri al
minuto. Dopo undici minuti dal momento dell'accensione della
caldaia, si ottenevano le sette atmosfere necessarie per il normale
funzionamento della pompa.
Per ridurre i
tempi di entrata in funzione, un pompiere-fuochista aveva il compito
di tenere al minimo la pressione anche di notte. Poi lungo il
tragitto verso l’incendio, lo stesso pompiere attizzando il fuoco,
provvedeva ad alzare la pressione così da avere la caldaia pronta al
sopraggiungere sul luogo del sinistro.
Dal 1885, la
gloriosa denominazione di Guardie-Fuoco venne abbandonata quando
ormai questa non rispecchiava più il nuovo modello organizzativo.
All’artigiano, che solo all’occorrenza veniva impiegato per il
soccorso, si sovrapponeva la figura sempre più preparata del
pompiere professionista, con un rapporto di lavoro di tipo stabile.
Nacque così la
Compagnia Pompieri di Torino.
Si poneva a quel
punto anche l’esigenza non più derogabile di avere degli spazi
autonomi e maggiormente rappresentativi, che certamente non potevano
più essere le ormai inadeguate soffitte del Palazzo Comunale. Dal
1883 la Compagnia spostò la sua sezione principale e il suo apparato
direzionale in una caserma ubicata in contrada Santa Barbara
divenuta poi corso Regina Margherita.
E' da qui che
l'evoluzione tecnologica conoscerà un'impennata in avanti,
imprimendo anche alle macchine da interventi un inevitabile
adeguamento e modificazione, e i pompieri saranno tra i primi ad
avvantaggiarsene, segno evidente del timore dell'uomo verso la
potenzialità distruttiva del fuoco.
La “rivoluzione
industriale” della metà dell’ottocento, che trasformò il nostro
panorama economico da contadino ad industriale, era ormai ben
assimilata dalla società del periodo, e fu dettata dall'impiego del
vapore in tutte le attività, anche per il movimento delle pompe da
incendio, che permise di cogliere dei notevoli successi nel campo
della sicurezza.
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