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1894-1994
I
cento anni della Compagnia Pompieri di Venaria Reale
di
Michele Sforza

Venaria Reale è
una Città che nel tempo ha saputo esprimere grandi contenuti di
carattere sociale.
Tra i pochi esempi
in Piemonte di una Città nata dietro un preciso progetto urbanistico
per rafforzare i suoi preziosi contenuti architettonici, la comunità
nel tempo ha sviluppato una cultura del lavoro che l’ha resa uno dei
borghi più attivi del concentrico torinese.
Questa cultura del
“fare”, del guadagnarsi da vivere con la propria operosità, l’ha
caratterizzata fino ai tempi recenti, ma le ha dato anche
un’impronta caratteristica dei risvolti sociali.
Dopo la prima
grande immigrazione veneta, la massiccia immigrazione meridionale ha
cambiato profondamente il tessuto sociale, ma alcuni valori erano
saldi e radicati, quali quelli della solidarietà civile che la
“Compagnia Pompieri di Venaria Reale” incarna.
Questa capacità di
fondersi tra diverse compagini sull’obbiettivo comune della
protezione civile è infatti solo uno dei tanti esempi che si possono
citare e va di pari passo con la nascita dell’ospedale civile,
quando i volontari andavano a prendere le partorienti in carretta
per portarle fino alla struttura ospedaliera, oppure l’asilo ed in
tempi più recenti il volontariato alla Croce Verde, le
organizzazioni per l’assistenza agli anziani, e così via.
Forse Venaria è
stata negli anni della guerra la città delle fabbriche, del solfuro,
delle casermette, sicuramente è stata una città sofferta per i suoi
problemi di lavoro, di case e anche spesso di miseria, ma tra le
maglie di un tessuto così diversificato dalle cose, e non di poco
conto, sono state fatte.
Cent’anni di
attività dei pompieri ne sono una prova, cent’anni di dedizione alla
causa comune, alla propria gente, alla propria realtà locale.
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